Cappuccetto Rosso, il lupo e altre assurdità

Spettacolo domenicale
Il teatro a teatro e a scuola

C’era una volta Cappuccetto, che non voleva andare dalla nonna, perché voleva andare allo zoo, la sveglia suonava e lei fingeva di stare male per non alzarsi dal letto.

La nostra storia vuole raccontare la vicenda classica senza però riuscirci del tutto: cerca infatti di mantenere nei binari del racconto due personaggi, Cappuccetto Rosso e il Lupo, che invece vorrebbero fare tutt’altro. La particolarità di questo spettacolo sta nello studio dei personaggi. Siamo partiti dalla consapevolezza che per raccontare la fragilità umana non esiste linguaggio migliore di quello del clown. Il clown non è il pagliaccio che vuole far ridere il pubblico. Il clown è una figura fragile e poetica che attraversa la vita con leggerezza. Che cade ma si rialza, togliendosi dalle ginocchia quel po’ di polvere che ha tirato su dalla strada. Il clown è comico perché per fare qualsiasi cosa sceglie la strada più assurda e difficile. Ed è per questo che secondo noi questa figura teatrale era perfetta per raccontare Cappuccetto e il lupo. In questo spettacolo si ride: si ride dei personaggi e delle loro gag, si ride della storia e si ride di se stessi perché almeno una volta nella vita abbiamo scelto la strada più lunga per arrivare dalla nonna solo perché c’era una bellissima farfalla da guardare.

Di e con: Marco Artusi, Evarossella Biolo
Progetto grafico e scenografico: CHD Animation
Produzione: Soc. Coop. Dedalofurioso e Matàz Teatro

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